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(blogghetto per sorelle musulmane)

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

Il loro Signore risponde all'invocazione: "In verità non farò andare perduto nulla di quello che fate, uomini o donne che siate, ché gli uni vengono dagli altri. A coloro che sono emigrati, che sono stati scacciati dalle loro case, che sono stati perseguitati per la Mia causa, che hanno combattuto, che sono stati uccisi, perdonerò le loro colpe e li farò entrare nei Giardini dove scorrono i ruscelli, ricompensa questa da parte di Allah. Presso Allah c'è la migliore delle ricompense..." (Corano III. Âl-'Imrân, 195)



L'hijrah del blogghetto…
postato il mercoledì, 18 aprile 2007 alle 21:02 da FadlAllah
[permalink]

 

Assalamu 'alaykum waRahmatullahi Ta'ala waBarakatuHu…

Il nostro blogghetto si è trasferito:

 

http://ummusama.splinder.com

XC. Surat Al-Balad (La Contrada)
postato il venerdì, 06 aprile 2007 alle 20:03 da FadlAllah
[permalink]

 

                       

 

Nel nome di Allah , il Clemente , il Misericordioso

 

1 Lo giuro per questa contrada  
2 - e tu sei un abitante di questa contrada -  
3 e per chi genera e per chi è generato. 
4 In verità abbiamo creato l'uomo perché combatta. 
5 Crede forse che nessuno possa prevalere su di lui? 
6 Dice: « Ho dilapidato una quantità di beni». 
7 Crede forse che nessuno lo abbia visto?  
8 Non gli abbiamo dato due occhi, 
9 e una lingua e due labbra? 
10 Non gli abbiamo indicato le due vie? 

 

Giurare sulla Santità della Mecca e altre cose per le quali l’uomo fu creato in avversità

 

Qui Allah ha giurato sulla Mecca , la Madre delle città , rivolgendosi al suo abitante (durante i mesi non sacri) libero in questa città , con l’intento di attrarre la sua attenzione sul significato della sua sacralità, mentre la sua gente è in stato di santità. 

Khusayf ha riportato da Mujahid :  

 

1 Lo giuro per questa contrada  

 

“La parola “La” (No) si riferisce alla confutazione contro loro ( i Coreisciti ). Lo giuro per questa città.” [1]

Shabib bin Bishr ha narrato da ‘Ikrimah , da ‘Ibn ‘Abbas che disse :  

  

1 Lo giuro per questa contrada  

 

“Con ciò si intende la Mecca.”   In riferimento all’Ayah :

 

2 - e tu sei un abitante di questa contrada -  

 

Egli (‘Ibn ‘Abbas) disse : “O Mohammad! Ti è permesso combattere in essa.” [2]

Cosa analoga fu riportata da Sa‘id bin Jubayr , Abu Salih , ‘Atiyah , Ad-Dahhak , Qatadah , As-Suddi e Ibn Zayd. [3]

Al-Hasan Al-Basri ha detto : “Allah rese ciò legale (combattere in essa) per lui (Il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam)) per un’ora al giorno.” [4]

Il significato di quel che essi dissero fu menzionato in un hadith ritenuto unanimemente autentico, in cui il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse :

 

“In verità Allah ha reso questa città sacra nel Giorno in cui Egli creò i cieli e la terra. Quindi essa è resa sacra dalla Santità di Allah , fino al Giorno del Giudizio. I suoi alberi non vanno sradicati , i suoi cespugli e i suoi prati non dovranno esser rimossi. E per me è stato reso lecito (combattere in essa) solamente per un’ora di un giorno. Oggi la sua santità è stata rinnovata , proprio come se fosse stata resa sacra ieri. Quindi, fate sì che colui che è presente informi coloro che sono assenti.” [5]

 

In un’altra versione di questo hadith , egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse : “Quindi se qualcuno cercherà di usare il combattimento (il fatto che combatta) del Messaggero (per conquistare la Mecca)  come una scusa (per combattere in essa) , allora ditegli che Allah ha permesso ciò per il Suo Messaggero ed Egli non lo ha permesso a voi.”  [6]

 

A riguardo del dire di Allah :

 

3 e per chi genera e per chi è generato. 

 

Mujahid , Abu Salih , Qatadah , Ad-Dahhak , Sufyan Ath-Thawri , Sa‘id bin Jubayr , As-Suddi , Al-Hasan Al-Basri , Khusayf , Shurahbil bin Sa‘d ed altri han detto : “Si intende , ‘con chi genera’ , Adamo , e quel che ha generato sono i suoi figli.” [7]    Questo modo di vedere che Mujahid e i suoi compagni han scelto è valido e forte.

Ciò è supportato dal fatto che Allah giura sulla Madre delle Città , che sono abitate. Quindi dopo di ciò Egli giura sugli abitanti di questa , che sono Adamo , il padre della razza umana , e i suoi figli. 

Abu ‘Imran Al-Jawni ha detto : “Ciò si riferisce ad Abramo e alla sua progenie.” Ibn Jarir ha registrato questo detto[8] come fece Ibn Abi Hatim.   Ibn Jarir ha preferito la visione che è generale e si riferisce ad ogni uomo e ai propri figli.  Anche questo significato è accettabile.   [9]

 

Dice quindi Allah :

 

4 In verità abbiamo creato l'uomo perché combatta. 

 

Ibn Abi Najih e Jurayj hanno riportato da ‘Ata , da Ibn ‘Abbas a riguardo dell’espressione “In Kabad”  : “Egli fu creato nelle difficoltà.” Non lo vedi?”   

Quindi egli menzionò la sua nascita e la crescita dei suoi denti. [10]

 

Mujahid disse :

 

“fi Kabad” o “in combattimento”

 

“Una goccia di sperma , poi un grumo , poi una massa di carne , permanente nella sua creazione.”.      Mujahid disse poi : “Questo è simile al dire di Allah :  

 

“Sua madre lo ha portato con fatica , e con fatica lo ha partorito” ( Corano 46:15 )

 

ed ella lo nutre dal petto con fatica , e i suoi (dell’uomo) mezzi di sussistenza sono una fatica.

 

Pertanto egli sopporta tutto ciò.”     Sa‘id bin Jubair disse :

 

4 In verità abbiamo creato l'uomo perché combatta. 

 

“In difficoltà e nella ricerca della sussistenza.”  ‘Ikrimah ha detto : “Nelle difficoltà e in lunga sofferenza.” [11]

 

Qatadah disse : “In difficoltà.” [12] E’ trasmesso da Al-Hasan che egli disse : “Sopportando le avversità del mondo attraverso la vita , e la severità dell’Aldilà.”

 

L’uomo è avvolto da Allah e dalle sue generosità

 

Dice Allah :

 

5 Crede forse che nessuno possa prevalere su di lui?

 

Ha detto Al-Hasan Al-Basri :

                                         

5 Crede forse che nessuno possa prevalere su di lui? 

“Significa nessuno è in grado di prendere il suo benessere.”

 

Qatadah ha detto :

 

5 Crede forse che nessuno possa prevalere su di lui?

 

“Il figlio di Adamo pensa che egli non sarà mai interrogato sul proprio benessere – come lo ha guadagnato e come lo abbia speso.” [13] 

 

Allah (subhânaHu waTa'ala) ha detto :

            

6 Dice: « Ho dilapidato una quantità di beni». 

 

Ciò significa : il figlio di Adamo dice :  “Ho speso una gran quantità di ricchezze.”    Mujahid , Al-Hasan , Qatadah , As-Suddi ed altri hanno riferito ciò.[14]

 

7 Crede forse che nessuno lo abbia visto?  

 

Mujahid disse : “Crede forse che Allah , il Potente e il Maestoso , non lo veda.”   Altri Salaf hanno detto cose simili a questa.”

Ha detto Allah :

 

8 Non gli abbiamo dato due occhi, 

 

con il significato :   per lui , affinché veda con essi.

   

9 e una lingua

 

Intendendo , per lui , con la quale parlare , e affinché possa egli esprimere quello che si trova dentro di lui.

 

9 e due labbra? 

 

Perché lo aiutino nel parlare , nel mangiare il cibo , e abbellendo il suo volto e la sua bocca.

 

La capacità di distinguere tra Bene e Male è anche (essa) una Benedizione

 

10 Non gli abbiamo indicato le due vie? 

Ciò si riferisce ai due sentieri.   Sufyan Ath-Thawri ha narrato da ‘Asim , da Zirr , da ‘Abdullah bin Mas‘ud che disse :

 

10 Non gli abbiamo indicato le due vie? 

 

“La buona e la cattiva.[via]”  [15]

Cosa analoga a questa è stata riportata da ‘Ali , Ibn ‘Abbas , Mujahid , ‘Ikrimah , Abu Wa’il , Abu Salih , Muhammad bin Ka‘b , Ad-Dahhak , e ‘Ata Al-Khurasani tra gli altri. [16]  Simile a questa Ayah è il dire di Allah :

 

 “Invero creammo l'uomo, per metterlo alla prova, da una goccia di sperma eterogenea e abbiamo fatto sì che sentisse e vedesse ,e gli abbiamo indicato la Retta Via, sia esso riconoscente o ingrato.”

(Corano 76:2-3)

 

 

11 Segua dunque la via ascendente.  
12 E chi ti farà comprendere cos'è la via ascendente? 
13 E' riscattare uno schiavo,   [=alla lettera : liberare un collo]
14 o nutrire, in un giorno di carestia, 
15 un orfano parente
16 o un povero prostrato [dalla miseria], 
17 ed essere tra coloro che credono e vicendevolmente si invitano alla  
costanza e vicendevolmente si invitano alla misericordia. 
18 Costoro sono i compagni della destra, 
19 mentre coloro che non credono nei Nostri segni, sono i compagni della sinistra. 
20 Il Fuoco si chiuderà su di loro. 

 

L’incoraggiamento a spostarsi in direzione della via del Bene

 

Ibn Zayd ha detto :

 

11 Segua dunque la via ascendente.  

“Questo significa , non si sposterà in direzione del sentiero che contiene la salvezza e il bene? Successivamente egli delinea questo sentiero dicendo :

 

12 E chi ti farà comprendere cos'è la via ascendente? 
13 E' riscattare uno schiavo,   [=alla lettera : liberare un collo]
14 o nutrire   
         [17]

 

Imam Ahmad ha riportato da Sa‘id bin Marjanah che sentì Abu Hurayra (radiAllahu 'anhu) dire che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse :

 

“Chiunque libera uno schiavo credente , Allah libererà per ogni arto (dello schiavo) uno dei suoi arti dal Fuoco. Ciò per dare una stima del fatto che Egli (Allah) libererà una mano per una mano , una gamba per una gamba , e una parte intima per una parte intima.”

 

‘Ali bin Al-Husayn successivamente disse (a Sa‘id) : “Hai ascoltato ciò da Abu Hurayra?” , Sa‘id rispose : “Si.” Quindi ‘Ali bin Husayn disse ad un ragazzo schiavo che aveva in possesso , il quale era il più veloce dei suoi servi : “Chiama Mutarrif!” Così quando lo schiavo fu portato dinanzi a lui egli disse : “Vai , perché sei libero per il Volto di Allah.” [18]      Al-Bukhari , Muslim , At-Tirmidhi , An-Nasa’i , tutti riportarono questo hadith da Sa‘id bin Marjanah. [19]

 

Imam Ahmad ha registrato da ‘Amr bin ‘Abasah che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse :

 

“Chiunque costruisca una Moschea cosicché in essa possa esser ricordato Allah , Allah costruirà una casa per lui in Paradiso ; e chiunque libera una persona musulmana , allora ciò sarà il suo riscatto dall’Inferno ; e chiunque invecchi nell’Islam , allora ci sarà una luce per lui nel Giorno del Giudizio.” [20]

 

In accordo ad un'altra catena di trasmissione , Ahmad ha registrato da Abu Umamah , che ha riportato da ‘Amr bin ‘Abasah che As-Sulami gli disse : “Narrateci un hadith che avete ascoltato dal Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam), senza alcuna mancanza o errore.”      Egli (‘Amr) disse : “L'ho sentito dire :

 

<<Chiunque abbia tre figli natigli nell’Islam , ed essi muoiono prima di raggiungere l’età della pubertà , Allah lo farà entrare in Paradiso per virtù della Sua Misericordia verso di loro. E chiunque invecchi nella via di Allah (sforzandosi nella Jihad) , allora ci sarà una luce per lui nel Giorno del Giudizio. E chiunque scocchi una freccia nella via di Allah (battendosi nel Jihad) , che raggiunga il nemico , sia che lo colpisca sia che lo manchi , egli riceverà la ricompensa del liberare uno schiavo. E chiunque liberi uno schiavo credente , allora Allah libererà ognuno dei suoi arti dal Fuoco per ogni arto che lo schiavo possiede. E chiunque abbia equipaggiato due animali da corsa nella via di Allah (per battersi nel Jihad) , allora in verità il Paradiso ha otto porte , ed Allah gli permetterà di entrare da qualunque di esse egli scelga.>> [21]

 

Ahmad ha registrato questo hadith da differenti linee di trasmissione che sono buone e solide , ed ogni Lode spetta ad Allah.

 

Allah ha detto :  

 

14 o nutrire, in un giorno di carestia, 

 

Ibn ‘Abbas ha detto : “Di fame.” [22]   ‘Ikrimah , Mujahid , Ad-Dahhak , Qatadah ed altri , tutti hanno detto la medesima cosa.  [23] La parola “Saghb”  significa fame.

Quindi dice Allah :

 

15 un  orfano  

 

Intendendo , egli dia da mangiare in un giorno come questo ad un orfano.

 

15 un  parente

 

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Kufr duna Kufr?...
postato il venerdì, 06 aprile 2007 alle 20:02 da FadlAllah
[permalink]

 

 

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

Uno degli abusi più ridicoli della nostra epoca è certamente quello riguardante la dichiarazione di Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu): "Kufr duna Kufr". Questa dichiarazione è in effetti impiegata oggi in maniera estremamente abusiva, ed è utilizzata come uno "spazzolino da denti di metallo" allo scopo di pulire i denti dei tiranni che – ricordiamolo – hanno ancora dei pezzi di carne sanguinanti della Ummah incastrati tra i loro denti marci. Ma getteremo ora un'occhiata su questa dichiarazione, allo scopo di dimostrare che essa fu emessa in un'epoca e un contesto diversi, e non ha nessuna ragione di essere utilizzata nella situazione attuale.

 

L'epoca di tale dichiarazione risale al conflitto tra Mu'awiya e 'Ali ibn Abi Tâlib (che Allah si compiaccia di loro), entrambi Sahâbah di Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam). I ribelli che avevano abbandonato il campo di 'Ali (radiAllahu 'anhu) avevano qualificato di "apostati" Abû Mûsâ al-Ash'ari, arbitro per 'Ali, e 'Amr ibn al-'Ass, arbitro per Mu'awiya (che Allah sia soddisfatto di loro).

La prova citata dai ribelli, più tardi noti come "Khawarij – Kharigiti", erano le Parole di Allah ('azza waJalla) nel Corano:

 

…Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono i miscredenti (Corano V. Al-Mâ'ida, 44)

 

Per questa ragione, i due Sahâbah (Compagni) citati sopra, furono accusati come "Kuffâr" dai Khawarij, i quali sostenevano che i due arbitri avessero giudicato altrimenti che attraverso ciò che Allah ('azza waJalla) aveva rivelato, divenendo così apostati – e ciò nella loro preoccupazione di risolvere la disputa tra 'Ali e Mu'awiya (radiAllahu 'anhuma).

In risposta a tale interpretazione erronea del versetto, e per difendere Abû Mûsâ e 'Amr ibn al-'Ass (radiAllahu 'anhuma), Ibn 'Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui) spiegò che ciò che si era prodotto era "Kufr duna Kufr" (una minore miscredenza, una miscredenza meno grave della grande miscredenza).

 

Più tardi, fece comprendere che i membri menzionati erano in effetti sempre Musulmani, e che l'interpretazione del versetto operata dai Kharigiti non era corretta. Ma Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) non immaginava certo che i tiranni e i loro partigiani avrebbero utilizzato successivamente, alla nostra epoca, questa semplice dichiarazione come una scusa per ostacolare coloro che invitano al bene e proibiscono il male, cercando di sostituire gli agenti di Shaytân e cercando di demolire i loro troni per sempre.

In effetti, tale dichiarazione è stata corrotta con tanti dettagli e con tanta cura, allo scopo di imbrogliare, che la maggior parte della gente ha dimenticato l'altra dichiarazione di Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu).

 

Hasan ibn Abi ar-Rabi'a al-Jurjâni riferì: Sentimmo dire da 'AbdurRazzaq, che lo aveva appreso da Mu'ammar, da Ibn Tawus, da suo padre: "Fu chiesta una spiegazione ad Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) riguardo alle Parole di Allah ('azza waJalla):

 

…Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono i miscredenti (Corano V. Al-Mâ'ida, 44),

 

Ed egli (Ibn 'Abbâs) rispose: "È un Kufr sufficiente"."

 

Quando sentiamo dire che Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) dichiarò: "È un Kufr sufficiente", ciò non significa che possiamo interpretarlo come se si trattasse di un "kufr minore". Il fatto che disse "sufficiente" può solo essere compreso come un "kufr maggiore".

L'importanza di tale questione è direttamente legata alle regole del Tafsîr dei versetti del Corano. Esse sono qui divise in cinque punti che elaboreremo:

 

1. Gli Ahlu-s-Sunnah wa'l-Jama'ah (Il Gruppo della Gente che segue la Sunnah e il Consenso (della Comunità)), ossia tutte le scuole di pensiero e giurisprudenza islamica riconosciute dalla Ummah, hanno raggiunto il consenso (ijmâ') sul fatto che la dichiarazione di un Sahabi (Compagno) o di qualche Sahâbah (Compagni) non è sufficiente per eliminare un versetto generalizzato del Corano. Questa regola è chiamata "lâ yasluh mukhasisa li'l-Qur'ân", stipulante che un versetto generale del Sublime Corano non può essere specificato (ristretto) da un Sahabi senza un ijmâ', un altro versetto del Corano, un hadîth o un'altra prova esistente.

Tale regola non significa che la dichiarazione di Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu), "Kufr duna Kufr" sia falsa per ciò che riguarda il caso e la fatwâ dell'epoca. No, non si tratta di ciò. Ma significa che egli e i Sahâbah la compresero (tale fatwâ) tenendo conto della realtà della loro epoca, e ciò non contraddisse il Corano o la Sunnah.

 

2. Per la protezione del Corano, dobbiamo tenere conto dell'Ijmâ' di Ahlu-s-Sunnah wa'l-Jama'ah sulla metodologia per l'interpretazione dei versetti. In effetti, secondo la regola, la spiegazione di un versetto del Corano deve corrispondere al suo significato esteriore, a meno che vi siano altre prove che ci permettano di ricorrere a dei significati non apparenti. Ciò si è prodotto in casi rarissimi. I sapienti del Tafsîr hanno spiegato: "Se questa regola non venisse preservata, allora la porta delle innovazioni sarebbe spalancata alla gente del Bâtin, per cambiare i significati apparenti del Corano e presentarli in modo totalmente diverso da quello convenuto da Ahlu-s-Sunnah…".

È dunque importante comprendere che non dobbiamo giocare con le parole o i significati apparenti delle parole nei versetti. Se vi sia un altro significato, deve esservi una prova indipendente per giustificarlo. Per esempio, Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) comprese che il versetto 44 della Sûrah "Al-Mâ'idah" faceva allusione ad un certo tipo di Kufr, che egli stesso chiamò "Kufr", senza dunque cambiare il termine "Kufr". Ma conosceva altri ahadîth del Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam), tra cui quello in cui egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Vi sono tre tipi di giudice, due sono all'Inferno e uno in Paradiso. Un uomo che abbia giudicato altrimenti che secondo verità, volontariamente: sarà dunque nel Fuoco. L'altro, che abbia giudicato nell'ignoranza; sarà anch'egli nel Fuoco. Il terzo è colui che conosceva la verità, ed abbia giudicato secondo quest'ultima; sarà allora in Paradiso".

 

Si trattava della prova indipendente per impedire ad Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) di applicare il Takfîr (dichiarazione di apostasia) sui partigiani dei campi di 'Ali e Mu'awiya (radiAllahu 'anhum). Era così, poiché l'hadîth riguardante i giudici corrispondeva di più a questa situazione rispetto al versetto impiegato dai Khawarij.

Possiamo inoltre constatare che i Khawarij muovevano delle obiezioni nei confronti di certe persone (in quanto tali), mentre i Mujâhidîn sono contro coloro che sostituiscono la Shari'ah con delle leggi umane.

 

3. Il commento di Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) al versetto non faceva allusione alla gente che rimpiazzi la Shari'ah come essendo oppure no "apostati". Parlava in realtà di coloro che non erano semplicemente riusciti a fare ricorso alla Rivelazione per un giudizio o una decisione specifica, cosa che è certo una (forma di) miscredenza, ma minore della miscredenza di coloro che cambiano o modificano tutte o una parte delle leggi della Shari'ah in dei casi generali.

 

4. Inoltre, Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) ebbe delle divergenze (d'opinione) con gli altri Sahâbah in diverse questioni, come, per esempio, sul fatto di non considerare Nikah al-Mut'a (il matrimonio temporaneo, detto di godimento) come harâm, ma come halâl, al punto tale che 'Ali ibn Abî Tâlib (radiAllahu 'anhu) gli disse: "Sei un uomo perduto!". Anche Az-Zubayr (radiAllahu 'anhu) lo rimproverò: "Se continui a dichiarare che è halâl, ti lapiderò fino alla morte!".

Ibn 'Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui) è anche noto per aver emesso la fatwâ secondo cui Ribâ' an-Nasi'a (l'interesse riunito per una determinata durata di tempo) sarebbe halâl, al contrario di ar-Ribâ' "simultaneo", che sarebbe totalmente harâm. Una volta, dichiarò anche che la Festa del Sacrificio fosse "wâjib" (obbligatoria), mentre la maggior parte dei Sahâbah la descrissero come "raccomandata".

Allo stesso modo, tutti sanno che Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) ebbe delle divergenze con gli altri Compagni su diversi altri punti. Come mai i "discepoli ciechi" della dichiarazione "Kufr duna Kufr" non lo seguono ciecamente anche nelle altre fatawâ?

 

5. I Mufassirin (sapienti del Tafsîr, l'esegesi del Corano) tra i Salaf (Pi Predecessori), come Ibn Kathîr, Ibn Taymiyyah e Ibn Qayyim al-Jawziyyah (che Allah abbia misericordia di loro), così come i Sapienti contemporanei del Tafsîr, come Ahmad Shâkir, Muhammad ibn Ibrâhîm, Usama Shâkir e Mahmûd Shâkir, hanno tutti citato la dichiarazione di Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) conoscendone il contesto nella realtà dell'epoca (in cui fu pronunciata). Perché si sarebbero separati da lui su tale questione, designando certi dirigenti della loro epoca come dei "Kuffâr", a causa della loro sostituzione della Shari'ah (con leggi umane)?

Questi Sapienti non avrebbero riportato l'opinione di Ibn 'Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui) per divergere in seguito, a meno che non conoscessero il senso della dichiarazione e il suo contesto. Allo stesso modo, come mai questi Sapienti non sono stati definiti "Khawarij", ma piuttosto "Mujâhidîn"?

 

Inoltre, quando Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) esternò un'opinione diversa da quella di alcuni Sahâbah per ciò che riguarda il sacrificio dell'agnello, citò dei versetti del Corano e degli ahadîth profetici per confermare i suoi propositi. Gli altri Sahâbah (radiAllahu 'anhum) risposero: "Ma né Abu Bakr, né 'Umar (che Allah si compiaccia di entrambi) l'hanno mai dichiarato wâjib (obbligatorio)". Egli in quell'occasione pronunciò una frase divenuta celebre: "Vi ho detto: Allah (subhânaHu waTa'ala) e il Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi waSallam) hanno detto… e voi mi dite che Abu Bakr e 'Umar (radiAllahu 'anhuma) hanno detto?? Non temete dunque che il cielo si abbatta sulla vostra testa?!".

Egli sarebbe allora contento oggi di vedere che il suo nome viene strumentalizzato per contraddire un versetto decisivo del Corano??

In conclusione, le parole di Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) non possono essere impiegate a favore dei tiranni che sostituiscono la Shari'ah. Per essi, è il versetto della spada ad essere più adeguato, quello in cui Allah ('azza waJalla) dice:

 

…uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono la salât e pagano la zakât, lasciateli andare per la loro strada… (Corano IX. At-Tawba, 5)

 

E ciò perché è riportato in un hadîth riferito dall'Imâm Ahmad nel suo Musnad, sull'autorità di Jabir ibn 'Abdullah (radiAllahu 'anhu): "Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) ci ordinò di combattere con questa (indicando la sua spada) colui che tralasci questo (indicando il Corano)".

 

Ciò è esattamente quello che Ahlu-s-Sunnah wa'l-Jama'ah sostengono riguardo a chi governa in modo non conforme a ciò che Allah ('azza waJalla) ha rivelato, cambiando completamente la Shari'ah oppure non legiferando (secondo essa) che in alcuni punti; si tratta di una miscredenza maggiore (Kufr Akbar). Se essi non riuscissero ad applicarla soltanto in QUALCHE situazione, ciò potrebbe essere considerato come una miscredenza meno grave della miscredenza (Kufr duna Kufr) o come una miscredenza minore (Kufr Asghar).

Al-'Allamah, il grande Muhaddîth (Sapiente degli ahadîth) del nostro secolo (XX°, ndt), Ahmad Shâkir, spiega la differenza tra Kufr Asghar (minore) e Kufr Akbar (maggiore) e la sua conclusione è sconvolgente:

"Ciò deriva dalle parole di Abu Majliz. Quando gli 'Ibadiyyah (Khawarij) gli chiesero il significato del versetto, si auguravano che egli dichiarasse il Takfîr (dichiarazione di apostasia) sul gruppo del Sultano (l'Imâm 'Ali). Abu Majliz allora rispose che avevano fatto ciò che avevano fatto, sapendo che era un peccato. Così, la domanda posta dagli 'Ibadiyyah ad Abû Majliz e Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) non riguardava ciò su cui gli innovatori contemporanei si sono fondati, ossia il giudizio concernente le ricchezze, i costumi e il sangue secondo una legge divergente dalla Legislazione dei Musulmani. La loro domanda non riguardava nemmeno il fatto di promulgare una legge che i Musulmani siano obbligati a seguire, e che consista nel riferirsi al giudizio di altri che Allah ('azza waJalla) nel Suo Libro, o il Suo Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) nella Sunnah.

In effetti, questa azione non è altro che un rigetto della Legge di Allah (subhânaHu waTa'ala), una diserzione dalla Sua religione e un preferire delle leggi dei miscredenti alla Legge di Allah ('azza waJalla). E nessuno, tra la gente della Qiblah (ossia i Musulmani), di qualsiasi tendenza (scuola giuridica) dubita della miscredenza di coloro che ripetono tali propositi o vi invitano la gente.

 

E dovunque viviamo, oggi, vi è un abbandono delle Leggi di Allah ('azza waJalla) in generale, senza alcuna eccezione. Vengono preferite altre cose alla Sua Legge, che è stata rivelata nel Suo Libro e attraverso la Sunnah, e viene denunciata la "severità" della Shari'ah!

Chiunque utilizzi le parole di Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu) e di Abu Majliz come prova per cambiare il loro statuto, sperando di allearsi con i dirigenti o cercando di fare in modo che il giudizio tramite qualcosa di diverso da ciò che Allah ha rivelato sia accettabile nell'Islâm, la sua condizione è, conformemente alla Shari'ah, quella di una persona che ha negato la Sovranità di Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo). Deve dunque pentirsi pubblicamente. Se lo ammette, sarà la prova che egli si trova in stato di miscredenza minore. Ma se insiste nelle sue dichiarazioni e non fa Tawba (pentimento) e accetta queste leggi, allora tutti sanno come agire con un Kâfir che insiste nel suo Kufr".

 

Lo shaykh al-Islâm Muhammad ibn 'AbdulWahhâb (rahimahullah) disse riguardo a questo argomento:

"…La seconda forma di Taghût è il governo trasgressore che cambi le Leggi di Allah (subhânaHu waTa'ala). La prova si trova nelle Parole di Allah ('azza waJalla):

 

Non hai visto coloro che dicono di credere in quello che abbiamo fatto scendere su di te e in quello che abbiamo fatto scendere prima di te, e poi ricorrono all'arbitrato degli idoli (Taghût), mentre è stato loro ordinato di rinnegarli? Ebbene, Satana vuole precipitarli nella perdizione (Corano IV. An-Nisâ', 60)

 

La terza forma di Taghût è colui che governa mediante qualcosa di diverso dalla Legge rivelata da Allah ('azza waJalla). La prova si trova nelle Parole di Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato):

 

Facemmo scendere la Torâh, fonte di guida e di luce. Con essa giudicavano tra i giudei, i Profeti sottomessi ad Allah, e i rabbini e i dottori: (giudicavano) in base a quella parte dei precetti di Allah che era stata loro affidata e della quale erano testimoni. Non temete gli uomini, ma temete Me. E non svendete a vil prezzo i segni Miei. Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono i miscredenti (Corano V. Al-Mâ'ida, 44)"

 

Il vecchio Mufti della Penisola Araba, al-'Allamah (il Sapiente ben informato nella dottrina religiosa), al-Muhaddîth (sapiente di ahadîth), al-Faqih (giurista islamico), shaykh Muhammad Ibn Ibrâhîm, discendente dello shaykh sopra menzionato, si riferì in particolare a coloro che strumentalizzano la dichiarazione di Ibn 'Abbâs (radiAllahu 'anhu):

 

"In quanto a ciò che è stato citato come della miscredenza minore della grande miscredenza (Kufr duna Kufr), quando una persona giudica secondo altra cosa che la Legge divina, sapendo bene di essere peccatrice e che la Legge di Allah è la Verità, ciò non riguarda che coloro a cui ciò accada una volta in casi isolati. Ma per ciò che riguarda coloro che promulgano una serie di leggi, e obbligano la gente a sottomettervisi, si tratta in questo caso della miscredenza maggiore, anche se dicano: ci siamo sbagliati e la Legge religiosa è più giusta. Tale miscredenza pone dunque chi se ne renda colpevole al di fuori della religione".

 

Il grande Sapiente spagnolo, l'Imâm al-'Allamah Abu Muhammad 'Ali ibn Ahmad ibn Sa'îd ibn Hazm az-Zahiri riferì con cura lo statuto di coloro che tralasciano il Giudizio di Allah ('azza waJalla) e l'enormità di una tale azione:

 

"Allah ('azza waJalla) dice:

 

…Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l'Islâm… (Corano V. Al-Mâ'idah, 3)

 

Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) dice anche:

 

Chi vuole una religione diversa dall'Islâm, il suo culto non sarà accettato, e nell'Altra vita sarà tra i perdenti (Corano III. Âl-'Imrân, 85)

 

Così, chiunque sostenga che qualcosa dell'epoca del Messaggero (sallAllahu 'alayhi waSallam) non sia più valida, per ciò che riguarda il giudizio, e che ciò sia cambiato dopo la sua morte, ha già scelto una religione diversa dall'Islâm. Ciò è dovuto al fatto che gli atti d'adorazione, il giudizio delle cose dichiarate harâm e delle cose legiferate come halâl, e i verdetti della religione che esistevano al suo tempo (Pace e benedizioni di Allah su di lui), costituiscono l'Islâm che Allah (subhânaHu waTa'ala) ha gradito per noi. E l'Islâm non è nient'altro che questo.

Così, chiunque tralasci uno qualsiasi di questi aspetti, ha semplicemente abbandonato l'Islâm. E chiunque parli di una cosa diversa da ciò, ha semplicemente parlato di qualcosa di diverso dall'Islâm; non vi è alcun dubbio sul fatto che Allah ('azza waJalla) ci ha informati di tutto, e che Egli l'ha già perfezionato (l'Islâm).

 

Riguardo a chiunque pretenda che qualcosa del Corano o degli ahadîth sui quali dobbiamo basarci sia abrogato, e tale persona non presenti delle prove o un testo che abroghi il precedente, allora egli mente a proposito di Allah ('azza waJalla) e invita al rigetto della Shari'ah, alla da'wah di Iblîs (Shaytân) e pone ostacoli sulla Via di Allah – imploriamo il rifugio da ciò presso Allah!

 

Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) dice:

 

Noi abbiamo fatto scendere il Monito (il Corano) e Noi ne siamo i custodi (Corano XV. Al-Hijr, 9)

 

Così, chiunque sostenga che il Corano sia stato abrogato ha semplicemente detto una menzogna sul suo Signore, sostenendo in realtà che Allah ('azza waJalla) non abbia preservato il Corano dopo averlo rivelato".

 

Dobbiamo dunque comprendere da tutto ciò che non abbiamo alcuna scusa e che non possiamo nascondere la miscredenza evidente di questi governanti che sono tra noi, i quali semplicemente non sopportano che nemmeno la più piccola particella della Shari'ah venga applicata…

 

dai siti Al-Mourabitoune & Supporters of Shari'ah


Asiya e le perle del Corano
postato il venerdì, 06 aprile 2007 alle 20:00 da FadlAllah
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Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

I pensieri si affollano nella mente come 100 colombi su un pezzo di pane.

Vorresti con tutte le tue forze se